• Raffa

La pinta del sabato sera: RUFFIANA - BIRRANOVA

Popolo di HopUp, bentrovato!

Lo so, tra una mia recensione e l’altra passa più tempo di quanto ne impieghi un governo italiano a cadere, ma che possa farci? E’ che mi piace lasciarvi in sospeso, a chiedervi dove io sia, cosa stia facendo e se per qualche assurda ragione sia diventato astemio…

Con l’inizio del 2022 però voglio promettervi una maggiore costanza, che si tradurrà in più birra per me e più recensioni per voi!

Oggi voglio parlarvi della Ruffiana di Birranova, apprezzatissimo dono di Natale del buon Davide, che da bravo amico e appassionato di birra cerca instancabilmente di istruire il mio palato ad apprezzare sapori desueti e raffinati, forse assecondando per questa volta la mia spocchiosa attrazione nei confronti del vino. Eh sì, perché questa originale creazione potrebbe essere assimilata più ad un vino particolare che ad una canonica birra.

Realizzata dal famoso birrificio artigianale sito a Triggianello (frazione di Conversano), questa birra dal colore giallo opalescente è infatti una IGA, ovvero una Italian Grape Ale. Che significa? Beh, in sostanza significa che… come dire… Allora, mettiamola così: se Tarzan è l’anello mancante tra scimmia e uomo, le IGA rappresentano il solido ponte di congiunzione tra il mondo del vino a quello della birra. Ci siamo capiti, no? Differentemente dalle altre birre, le Italian Grape Ale (che – per inciso – stanno conquistando via via fette di mercato sempre più ampie) prevedono insomma la presenza nel mosto di uva, sia essa sotto forma di frutto al naturale, di mosto muto (ovvero cui è stata aggiunta anidride solforosa allo scopo di bloccarne la fermentazione), di sapa (mosto cotto e concentrato per ebollizione), di mosto fermentato o anche solo di vinaccia (residuo della spremitura delle uve). In questo caso la nota originale è conferita dalle uve minutolo, che sprigionano un sapore minerale e “acido”. Intendiamoci, l’acidità è subito percettibile e, a dire il vero, può essere un po’ destabilizzante all’inizio, ma non invade il palato fino a disgustarlo. Personalmente il sapore di questa birra da 7,4%vol (eh, sì, il vino si fa sentire) ricorda quello delle caramelle Lupo Alberto all’uva, animate della tipica frizzantezza associata alle birre.

Probabilmente non si tratta di una birra per tutti i palati, ma se volete scoprire se siete patrizi o plebei non vi resta che preparare le vostre papille gustative e degustarla con mente aperta!



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