• Davide

La pinta del sabato sera: NIGHTSTER - BIRRANOVA

Popolo di Hopup, bentrovati!

Oggi riprendiamo con la rubrica della pinta del sabato sera e vogliamo introdurvi una dry stout made in Puglia, ovvero la Nightster di Birranova (4,5%).

Sarò onesto, ho scelto di recensire questa birra perché ho trovato molto accattivante il concept che si cela dietro questa stout.

Si tratta di una birra in edizione limitata, quindi non reperibile tutto l’anno e credo che i ragazzi di Birranova abbiano tentato di offrire al pubblico uno stile molto classico come la dry stout attraverso un approccio moderno. Questo credo spiegherebbe il formato in lattina da 50cl e la scelta di un nome cazzuto accattivante come Nightster (ndr. è il nome di una motocicletta Harley Davidson di grossa cilindrata).

Ricordiamo ai più che quando parliamo di dry stout, parliamo di una birra molto scura e dal sapore "tostato", simile a quello del caffè, dal contenuto alcolico e dal gusto "asciutto" (in inglese dry).

Per correttezza dobbiamo dire che l’assaggio è avvenuto durante una tasting session, motivo per il quale questa “recensione” è frutto di un confronto con gli altri membri del club.

Ma procediamo.

Aperta la birra e versata nel bicchiere si può osservare subito il colore nero corvino e la schiuma fine e compatta, quest’ultima caratterizzata dal colore tendente al nocciola chiaro. Ciò ha reso subito invitante la bevuta, tuttavia avvicinando il bicchiere al naso si manifesta un’intensità olfattiva elevata, anche se non propriamente in linea con l’aspetto. Difatti è vero che si percepiscono note di torrefatto e di caffè, ma al tempo stesso si evincono anche alcuni sentori non proprio invitanti dovuti al lavoro del lievito (il che però non rappresenta un ostacolo all’assaggio). Degustandola si percepisce immediatamente la scarsa “frizzantezza” e un corpo davvero leggero, caratteristiche canoniche dello stile, quindi almeno da questo punto di vista direi che ci siamo.

L’amaro non è moderato e questo è dovuto anche all’utilizzo dei malti scuri, mentre la persistenza retro olfattiva è molto corta. La birra di conseguenza è abbastanza facile da bere e non impegnativa.

Insomma, sicuramente una birra valida e in linea con le caratteristiche di una dry stout, per quanto non sia una birra sicuramente d’impatto. Apprezzo tanto però lo sforzo di rendere “mainstream” uno stile confinato di solito solo ai pub, quindi su questo chapeau. In fin dei conti trovo sensato questo esperimento, in quanto la Nightster ricorda tremendamente un american coffee, quindi vicino ai canoni delle bevande energizzanti in lattina.

Consiglierei questa birra? Sì. Ma non a tutti, è consigliata a chi vuole approfondire il mondo delle “stout” o a chi apprezza le birre scure poco impegnative.

Se poi amate il caffè americano, beh. Avete trovato la birra per voi.

Cheers!


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