• Davide

La pinta del sabato sera: HOPSFULL - REBEERS

Ciao Hoppupers! E bentrovati ad un nuovo appuntamento de “la pinta del sabato sera”!

Oggi voglio parlarvi di una birra molto particolare che mi è stata segnalata direttamente dal nostro spacciatore di birra preferito, ovvero la Hopsfull del birrificio Rebeers.

Si tratta di una Cascadian Dark Ale, meglio nota ai più come Black IPA. Questo stile è stato approfondito durante la serata “Cap d Stout”, ma è giusto fare un piccolo ripasso anche per chi non ha avuto modo di partecipare alla degustazione. Si tratta di una variante delle classiche IPA americane nata a cavallo della Cascadia, una regione geografica immaginaria (un po’ come la Padania) situata tra gli USA e il Canada. Questo stile è nato a seguito degli sforzi di alcuni homebrewer locali, i quali si sono impegnati nel realizzare uno stile che combinasse aromi e profumi tipici delle American IPA con le note tostate e “caffettose” delle Stout. Sebbene questo stile sia inizialmente rimasto confinato nei territori della Cascadia, alle Black IPA è servito poco tempo per scavalcare i confini nazionali e diffondersi in tutto il mondo e raggiungere luoghi lontani, come la nostra amata Puglia.

Proprio qui sorge il birrificio autore di questa birra, ovvero il birrificio Rebeers (Foggia).

Il birrificio Rebeers è un birrificio che si contraddistingue per valorizzare enormemente i malti pugliesi e per perseguire un approccio scientifico nell’elaborazione delle ricette. A capo di questo progetto troviamo Michele Solimando, birraio di punta della scena Italiana, noto anche per la sua precedente avventura con il marchio “ebers”.

Ma com’è questa Hopsfull?

Beh, versandola nel bicchiere si può immediatamente apprezzare il suo colore bruno scuro e mettendo il bicchiere in controluce si possono osservare alcune sfumature rubino, un ottimo biglietto da visita! La schiuma è abbondante ma abbastanza irregolare e questo ci lascia intuire che siamo di fronte ad una carbonazione piuttosto allegra. Avvicinandola al naso si percepiscono immediatamente note di limone e resina derivate da un uso piuttosto intenso di luppolo in aroma, ma anche profumi di torrefazione e fondi di caffè tipiche dei malti scuri.

Ad un primo sorso la birra, come ogni black IPA, può lasciare interdetti: sembra di avere un incontro di box sulla lingua. Note fruttate e di caffè che si prendono a cazzotti senza sosta, il tutto evidenziato da una certa frizzantezza e leggerezza del corpo. Ma non fraintendetemi, questo contrasto non è una cosa negativa: può piacere o meno, ma di certo non lascia il consumatore indifferente.

Ad un secondo sorso, con il palato ormai sintonizzato sulla frequenza di questa birra, si possono apprezzare gli enormi punti di forza di questa Hopsfull, tra tutti l’amaro percepito: delicato ma deciso, un miracolo considerando gli ingredienti di questa birra! Un altro aspetto che mi ha colpito è poi la sua bevibilità, se è vero che nei primi sorsi è possibile riscontrare una certa difficoltà di approccio, basta qualche altro sorso per cambiare completamente opinione: la birra finirà prima che ve ne accorgiate, provare per credere. Molto interessanti anche le leggere note speziate percepibili a fine bevuta, l’aggiunta del malto di segale si fa sentire con piacere.

Insomma la Hopsfull è un’ottima birra. Non fatico a crederci che abbia vinto la medaglia d’oro al concorso “Birra dell’Anno 2021” nella categoria Black IPA.

A chi la consiglio? A tutti! La reputo un’eccellente scelta nel caso vogliate avvicinarvi al mondo delle Black IPA.



Ora torno nel mio letargo!

Cheers!

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