• Raffa

La pinta del sabato sera: BAGARRE - LIEVITERIA

Popolo di HopUp, bentrovato!

Ne è passato di tempo dall’ultima volta che vi ho tediato con una mia recensione, ma sapete com’è: l’estate, le vacanze, la voglia di non fare un ca… Avete capito, no? Siate clementi, dai, soprattutto adesso che siete qui a leggere queste poche righe pregne di passione per la birra e sudore da me versato davanti allo schermo di un pc in un assolato pomeriggio agostano.

“La birra è la prova che Dio ci ama e vuole che siamo felici” diceva Benjamin Franklin oltre due secoli fa, eppure non riuscirei a trovare parole migliori per sintetizzare il pensiero confluito nella mia mente mentre il primo sorso di Bagarre irrorava le mie labbra. Nome buffo per una birra, si, ma gli amici del birrificio Lieviteria ci hanno abituato decisamente bene con i nomi delle loro creazioni, alcune delle quali sarebbero state decisamente più indicate ad essere degustate e recensite in agosto… Perché dico questo? Beh, perché dietro il giallo oro e gli aromi fruttati di pesca e arancia candita di questa birra si nasconde una Tripel da 8,2% Vol! È bastato un solo sorso di Bagarre per dimenticarsi della torrida serata di cui agosto mi aveva fatto sgradito dono e ritrovarsi per un attimo in un pub dai colori tenui, solido fortino pronto ad accogliere gli impavidi amanti della birra nelle fredde sere invernali.

Già solo per il fatto che questa dolce e sapiente miscela di acqua, malto d’orzo, luppolo e lievito sia stata in grado di rievocare alla mente il periodo più adatto alla sua bevuta rappresenta senz’altro un plus notevole, ma a conquistarmi è stata la rotondezza del corpo che solo una birra di ispirazione belga può vantare. Basta un sorso di Bagarre a riempire in maniera persistente la bocca, così come basta un respiro in montagna a riempire i polmoni, per una sensazione di appagamento difficilmente replicabile in altro modo.

Se alla vista questa birra si presenta con un biondo oro opalescente e una schiuma compatta, all’olfatto colpisce la sua elevata intensità olfattiva, finemente ricercata e ottenuta grazie all’originale mix di aromi, che ben si sposano con gli altri ingredienti e insieme a questi sono responsabili della tanto sottile quanto piacevole nota amarognola che sorprende sul finale della bevuta.

Il mio consiglio? Fate scorta di Bagarre e dedicatevi ad un esperimento, assaggiandone una bottiglia adesso e una tra qualche mese, quando l’estate ci avrà lasciato e questa birra rappresenterà un efficace mezzo per transitarvi attraverso l’autunno fino all’inverno.




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