• Davide

Cotte&Bevute!: KINTSUGI - JAPANESE PALE ALE/SMASH

Aggiornamento: 10 mag 2021

Bentrovato popolo di Hopup!

Ma quando parliamo di homebrewing?

Credo sia arrivato il momento opportuno.

Signore e signori benvenuti in “Cotte&Bevute!”. In questa rubrica vi racconterò di cotte che avvengono all’interno dell’HopUp Brewing Club. Catastrofi comprese.

Per inaugurare la rubrica partiamo con una SMASH: Kintsugi.

Prima di scendere nei dettagli tecnici partiamo dall’obiettivo di questa preparazione. Nel corso degli ultimi anni abbiamo realizzato diverse birre ma con risultati altalenati. La discrepanza dei risultati ha sempre compromesso il processo di creazione delle ricette, in quanto non abbiamo mai individuato l’elemento compromettente. Per evitare ulteriori svarioni ho deciso quindi di realizzare una cotta di “calibrazione”. Ho eliminato più variabili possibili per potermi concentrare meglio su tutti i parametri in gioco.

Per avere un maggiore controllo del processo produttivo ho scelto di utilizzare il software “Brewfather”, un tool che mi ha permesso di poter risalire a tutti i parametri relativi alla progettazione di una birra (come il grado alcolico desiderato, i litri d’acqua necessari per la cotta, ecc.). Un software a pagamento, ma estremamente valido. Ancora più utile è stato l’acquisto del libro “Fare la birra in casa, guida completa per homebrewer del terzo millennio” (Francesco Antonelli - Angelo Ruggiero). Un manuale che snocciola diversi aspetti dell’homebrewing, sicuramente un ottimo testo di riferimento.

Ma passiamo ora alla birra.

Per chi è poco avvezzo al mondo dell’homebrewing si starà chiedendo: e che è una SMASH?


(tipica reazione di chi non conosce la smash beer)


Beh, SMASH è l’acronimo di Single Malt And Single Hop. Ovvero una birra realizzata con un solo tipo di malto e un solo tipo di luppolo.

Easy beer, easy life.

Vediamo ora ciascun ingrediente.

Per quanto riguarda l’acqua la scelta è ricaduta sulla Blues dell’Eurospin (praticamente acqua Sant’Anna rimarchiata ma meno costosa, perfetta per gli homebrewer poveri come me). Quest’acqua possiede un profilo molto neutro ed è quindi adatta a essere modificata. Ho impiegato i sali allo scopo di sottolineare leggermente la nota luppolata.

Passiamo ora al malto.

Ho optato per il German pilsner della Weyermann, nulla di troppo complesso. Questo malto si contraddistingue per donare alla birra leggerezza e lievi sentori di pane.

Per il luppolo ho utilizzato il Sorachi Ace, un luppolo di origine giapponese che presenta forti sentori citrici. Sì. Dà di limone.

Perché abbiamo usato questo? Perché sì.

Ho un debole per i luppoli molto LOL.

Ho scelto di usare 100 gr (una confezione standard quindi) che ho ripartito nelle fasi di amaricatura, aromatizzazione, hop stand e dry hopping. Principalmente per capire i contributi dei vari step.

Per il lievito abbiamo optato per l’US-05 un lievito ad alta fermentazione neutro. Un vero must per esperimenti di questo genere.

La cotta è andata abbastanza bene, ho riscontrato un’efficienza del 65%. Sicuramente non molto alta, ma perfettamente in linea con quanto stimato tramite Brewfather e i calcoli suggeriti dal manuale.

Com’è andata la fermentazione? Così così. Purtroppo uno sbalzo di corrente ha compromesso la camera di fermentazione e quindi il lievito è stato bloccato involontariamente durante la fase centrale della fermentazione tumultuosa.


(Grazie Enel).


Questo ha portato il povero US-05 a rilasciare sentori non proprio piacevoli nel mosto. Fortunatamente ripristinando la camera di fermentazione e aumentando la temperatura la situazione si è risolta (ringrazio i colleghi homebrewer del gruppo “Birratori Pugliesi” per la dritta; mi hanno salvato il culo).

Prima di proseguire con l’assaggio voglio spiegarvi il perché del nome.

Ogni nostra preparazione è ispirata a un disco, in questo caso ho scelto il brano “Kintsugi” di Ghemon.

Inoltre, per chi non lo sapesse il Kintugi è una tecnica giapponese nel quale un oggetto rotto (solitamente un vaso) viene riparato con dell’oro. Questa tecnica vuole che l’oggetto assuma maggior valore a seguito della riparazione. In analogia a questa filosofia volevo fare tesoro degli errori delle cotte precedenti allo scopo di ottenere un risultato migliore. Per questo la scelta di realizzare una SMASH color oro e dalla luppolatura nipponica mi sembrava più che azzeccata.

Procediamo ora con l’assaggio e traiamo le conclusioni.



Aspetto

Chiara e leggermente velata (purtroppo in foto sembra sia torbida, ma è solo un effetto causato dalle condizioni di luce). Schiuma non particolarmente fine, ma di aspetto più che gradevole. Le bollicine che risalgono verso l’apertura del bicchiere sono molto invitanti.

Al naso non si percepisce alcun aroma particolare, la nota agrumata del Sorachi Ace si sente molto poco.

Assaggio

Ok. Il corpo è leggero e questo la rende molto beverina. È abbastanza equilibrata, ma prevale la nota maltata. Il luppolo invece è quasi inesistente. Volendo fare un paragone con una birra commerciale ricorda l’Asahi dry lager. La nostra però è meno secca. Diciamo che essendo una birra di ispirazione nipponica può anche starci. Tuttavia non la ritengo una delle mie preparazioni migliori. Certo, il corpo, l’aspetto e la carbonazione sono elementi che mi colpiscono positivamente. Da questo punto di vista è un buon punto di partenza. Direi che abbiamo fatto un deciso passo avanti rispetto ad altre cotte. Sarebbe utile fare una controprova utilizzando più malti. Per quanto riguarda la luppolatura invece proprio non ci siamo. Bisogna dire che il luppolo è stato impiegato in 4 fasi diverse al solo scopo di valutarne le performance. Solo la luppolatura in amaro ha fatto parzialmente il suo dovere. Il resto è davvero poco incisivo. Un po’ un peccato, tuttavia abbastanza prevedibile. La prossima volta opterò per meno gettate ma più mirate.

In conclusione la birra mi soddisfa a metà. Sicuramente ci sono dei punti deboli su cui intervenire, ma credo di attendere un po' prima di rivedere nuovamente questa ricetta. Probabilmente mi prenderò qualche mese per capirne l’evoluzione e come migliorare il processo di brassaggio, poi deciderò il da farsi.

Intanto cheers e alla prossima!

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